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COPYWRITING

C’era una volta lo storytelling.
E c’era una volta anche il copywriting.
Sono due cose molto diverse, ma entrambe richiedono una certa abilità. E spesso generano confusione.
Se state cercando di scoprire come scrivo, perché magari siete interessati ad avermi con voi (ma ancora ci credo?) oppure per semplice curiosità (ecco, già meglio), leggete questa storia vera.

Era una giornata luminosa ed ovvia del 2010, e mi arrivò una comunicazione inaspettata: ero tra i finalisti in corsa per il Premio Web Italia nella sezione Copywriting con il mio sito Gaia Riva Official.
Oggi questo sito non c’è più, così come non c’è più la programmazione in flash … o forse invece c’è ancora, nascosto nei backup oscuri del mio migliore amico virtuale, nonchè aiutante nerd.
Ma non divaghiamo.
Venni invitata alla cerimonia di premiazione, in un piccolo e bellissimo borgo del Centro Italia.
Insieme a me, tutti i finalisti che ambivano al premio nelle sezioni più diverse.
I miei diretti competitor erano circa 10, o 15, non ricordo esattamente. Tutte agenzie o coppie creative.
Io invece ero sola, accompagnata solo dal mio migliore amico reale, e non avevo nemmeno un biglietto da visita degno di tale nome.

Quando durante la cerimonia venne annunciato che ero io la vincitrice del Premio nella categoria Copywriting, calò il gelo in sala.
Tutti conoscevamo i siti di tutti, ovviamente. Avevamo studiato i nostri avversari. Percepivo che nell’aria aleggiava un’incredulità strillante, e una protesta tanto silenziosa quanto inarginabile.
Dovetti salire sul palco, e presentare il mio lavoro. Fare un discorso sul copywriting del mio sito, appunto. Come era nato, a cosa puntava. Tutte cose che la giuria già sapeva, perchè le aveva lette nel documento richiesto a tutti i finalisti (che avevo redatto io), e che poi aveva utilizzato per prendere la decisione conclusiva.

Il mio sito era poetico, immaginifico, realizzato in collaborazione con un’illustratrice di talento per la parte grafica, e popolato di storie e parole da me.
Era un sito che parlava della Gaia cantautrice, quindi un sito musicale personale.
Ed è questa la parte interessante, ed il motivo per cui vi sto raccontando questa storia: di fatto, a prima vista di copywriting non c’era proprio un bel niente.

Come non c’era niente?
Ecco … diciamo che non c’era eppure c’era.
C’era un sacco di ottimo storytelling, veramente ben scritto. Questo sì. Ma era copywriting?
L’opinione diffusa dei miei avversari era che “no”. Il copywriting è un’altra cosa. Il copywriting vende prodotti ad un target usando il linguaggio appropriato.

Quando venni scelta come finalista, mossi la stessa osservazione a me stessa. E secondo me fu per questo che vinsi. Perchè nel documento ufficiale in cui spiegavo il mio lavoro, dimostrai come quello che sembrava “solo” storytelling fosse in realtà copywriting, e del tipo più difficile e puro, per di più. Quello che deve “vendere” un personaggio ad un pubblico, facendo leva sull’emozione e senza che l’idea di “vendere” o il presentimento di “intenzionalità” sfiorasse mai chi lo visitava.

Senza quel documento, in cui ho trasformato uno storytelling in copywriting (o in cui invece ho davvero messo in luce la sua vera natura), dubito fortemente che il premio sarebbe stato assegnato a me. In breve, credo di aver vinto un premio per il copywriting perchè ho saputo vendere uno storytelling da bravo copywriter.

Non ci credete?

 

 

QUESTI SONO ALCUNI DEI CONTENUTI CHE POPOLAVANO LE VARIE SEZIONI. STORYTELLING?



ED ECCO COME GLIEL'HO VENDUTO. COPYWRITING.